Stefano Grillo intervista il prof. Matteo Peraino

Professore d'inglese viene premiato

Ciao Matteo, innanzitutto tanti auguri per il tuo pensionamento! Sembra ieri quando sei arrivato a insegnare inglese nella mia classe di quarta liceo scientifico o che accompagnavi alcuni di noi in giro per Brighton e Londra… Stiamo parlando rispettivamente del 1992 e 1993!

Sì, primo anno di ritorno in Sicilia dopo 6 al nord dove sarei ritornato dopo 2 anni per un breve periodo, per poi stabilirmi a Trapani definitivamente (si fa per dire) nel 1997 dopo una parentesi di un anno in UK.

Quasi 40 anni di insegnamento della lingua inglese… Il primo anno era l’85, l’anno del Live Aid (il maxi concerto voluto da Bob Geldof e Midge Ure per raccogliere fondi per le popolazioni che soffrivano per la grande carestia in Etiopia), dei primi accordi di Schengen e del lancio sul mercato di Windows… 1.0!

Complimenti… E ora ti puoi godere la pensione essendo ancora in ottima forma. Ah, preciso quindi che io ti sto dando del tu in virtù di questa nostra trentennale amicizia e non tanto perché io sono titolare di una scuola di lingue a Trapani e tu sei un – ormai ex? – docente di inglese. Ma siamo sicuri sull’ex?

Per ora sì, non dico assolutamente che non insegnerò più, perché è ciò che amo fare e che credo di saper fare meglio, ma intanto lasciatemi godere questi primi giorni da “ex”!

Fair enough! Tornando alla nostra vecchia conoscenza, sei stato tu il primo a farsi dare del tu da noi studenti quando ci hai accompagnati in quel viaggio studio Inghilterra, una cosa che noi spontaneamente non ti avremmo mai chiesto, per quanto il tuo stile fosse informale. Molti anni dopo – parliamo del 2006 -, quando la Scuola Virgilio è nata come prima scuola di italiano per stranieri a Trapani, con la mia socia Vitalba abbiamo deciso di adottare questo stile informale basato sul “tu”, che poi è quanto preconizzato nell’approccio comunicativo di insegnamento della lingua italiana a stranieri. Ovviamente in inglese il problema non si pone perché non esiste la differenza tra “tu” e “lei/voi”, ma insomma, lo spirito è quello.

Sì la mia scelta di farmi dare del tu al di fuori delle mura scolastiche era dovuta in parte alla mia giovane età (poco più che trentenne), in parte a quello che avevo imparato nel mondo dell’insegnamento delle lingue e infine allo stile anglosassone, in cui ognuno ha i suoi ruoli ma poi dopo la lezione si va tutti assieme a bere al pub e in cui non ci si prende sempre sul serio… grazie a quell’ironia che spesso manca in Italia in certi ambiti e contesti.

Alla fine l’obiettivo era di mantenere il giusto rapporto tra docente e alunno, informale ma con quel tanto di distanza che serve a mantenere il rispetto.

Gruppo di studenti italiani in gita in Inghilterra

Devo dire che sia il tuo modo di relazionarti con gli studenti sia la tua competenza professionale mi hanno incoraggiato dapprima a perfezionare sempre di più le mie conoscenze linguistiche e a iniziare una carriera all’estero, poi addirittura a fondare una mia scuola di lingue a Trapani dopo tanti anni fuori dell’Italia. Tu sei stato un punto di riferimento nello stile informale e friendly che ho cercato di dare alla Scuola Virgilio, come accennavo. In particolare nelle tue lezioni c’era una sorta di coralità che forse trovavo solo nelle ore di filosofia.

Si certo, nei miei corsi d’inglese l’uso dell’Approccio Comunicativo (che avrei perfezionato in Inghilterra alla University of Brighton nell’anno 1996-97, dove ho conseguito il DELTA/TEFL Diploma, una specializzazione/qualifica che mi permette di insegnare la lingua inglese agli stranieri in tutto il mondo) affiancato dall’Approccio Lessicale mi ha dato l’opportunità di sfruttare mezzi e tecniche di insegnamento tra i più disparati e adatti alle esigenze proprie del gruppo classe che mi trovo di fronte, parlando quanto più possibile in inglese e mirando sempre a quella competenza comunicativa che consente agli studenti di interagire con gli altri in maniera efficace in contesti diversi. Il tutto con quell’impostazione corale come dici tu, in cui mi sento più un direttore d’orchestra che un docente “classico”.

Una domanda un po’ più tecnica. Come è cambiato l’insegnamento delle lingue in questi 30/40 anni?

Per quel che riguarda l’insegnamento, l’Approccio Comunicativo è sempre alla base della didattica delle lingue. È chiaro che negli anni nuovi metodi di insegnamento sono stati sperimentati, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie informatiche, per cui come afferma Balboni (grande linguista italiano per cui ho anche scritto un articolo, pubblicato da Guerra Edizioni: Figura/Sfondo e Apprendimento Lessicale) nessun insegnante di lingue può fare a meno delle cosiddette glottotecnologie, che hanno reso più snello, efficace, interessante e stimolante il processo di insegnamento-apprendimento.

Invece come sono cambiate le generazioni di ragazzi a cui hai insegnato?

Per quanto concerne le generazioni di ragazzi, che dire… i ragazzi sono sempre ragazzi, sono sempre gli stessi anche se con caratteristiche diverse. Sempre con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di imparare, di crescere, di andare avanti, di sperimentare, di divertirsi, di amare… lo siamo stati anche noi. Sempre così è stato e sempre così sarà, si spera. Non mi fido di chi dice “una volta era diverso”.  Probabilmente non hanno capito nulla dei futuri adulti che hanno davanti. Soprattutto nell’ambito dell’apprendimento linguistico i giovani di oggi danno prova di essere più consapevoli… si rendono conto che le loro esigenze sono diverse e diventano più attenti all’importanza della lingua straniera (nello specifico dell’inglese come Lingua Franca) e delle certificazioni linguistiche e cresce sempre più il numero di studenti che si iscrivono a corsi di preparazione linguistica.

Certo, noi lo tocchiamo con mano, organizzare corsi di preparazione agli esami di inglese ovviamente è il nostro lavoro. E so bene che al Liceo Fardella-Ximenes in cui hai insegnato fino a poco tempo fa, nell’arco di più di vent’anni hai fatto un lavoro continuo e costante, non solo con i corsi di preparazione per esami B2 e persino C1 ma anche seguendo il coordinamento didattico dei corsi IGCSE Cambridge International, raggiungendo livelli che poche altre scuole hanno ottenuto.

Ed è giusto che sia così perché questo avviene ovunque, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Quindi che ben vengano i giovani, che poi saranno la cosa che più mi mancherà dell’istituzione scuola… l’interazione che riuscivo a creare con loro.

Adesso cosa c’è nel tuo futuro immediato? Immagino che ti godrai qui tutto settembre che nella tua San Vito è anche il mese più bello, e poi?

Adesso che sono un uomo libero (scherzo!)  vorrei prendermi un anno sabbatico, me lo merito dopo tutto il lavoro e la dedizione profusi! Ma ci sono altri progetti di vita che mi attendono. Nell’immediato… San Vito forever… ma ho già programmato un viaggio on the road per l’Italia per andare a trovare amici e pezzi di vita che sono stati importanti per la mia crescita. E in gennaio ho già prenotato un volo per un po’ di mare invernale e poi, a parte la mia collaborazione con l’Hotel/Ristorante Tannure di cui sono uno dei proprietari, c’è un altro progetto lavorativo di cui non posso svelare nulla al momento (work in progress).

Possiamo dire che in un futuro non lontano ci sarà anche una collaborazione con la Scuola Virgilio?

Per quest’anno come sai non è operativamente possibile… in seguito chi lo sa. Lascio la porta aperta anche a questa opportunità.

Ci conto! Ultima domanda: che cosa consiglieresti a chi – giovane o meno giovane – intende migliorare seriamente il suo inglese – magari perché ispirato dal tuo esempio, dalla tua capacità di parlare inglese come un vero britannico. Che sia nella scuola pubblica o in una scuola di lingue privata come la mia, cos’è che può realmente dare una marcia in più, l’ingrediente o gli ingredienti chiave del successo?

Il professore Matteo Peraino insieme al direttore della Scuola Virgilio Stefano Grillo

A parte l’attitudine naturale che ci permette con più o meno facilità di apprendere una lingua, occorre tanta passione, tanta dedizione e tanta determinazione. Ricordo che sin da piccolissimo ascoltavo musica in inglese e ho fatto tutto quello che era in mio potere affinché i miei mi iscrivessero in una scuola media dove si studiasse l’inglese (e vi assicuro che non era così semplice 50 anni fa). E ricordo anche che quando ero all’università, ogni qualvolta apprendevo una nuova regola grammaticale o un nuovo lemma, facevo di tutto per riutilizzarli, trovando ogni scusa possibile per creare il contesto adatto… e ancora, quando subito dopo la laurea andai in Inghilterra per lavorare, ho evitato accuratamente di frequentare italiani, in modo tale che potessi sfruttare la lingua al meglio e quanto più possibile.

Ma devo dire che… sarebbe il massimo se la permanenza in un paese anglofono fosse corroborata da un/una fidanzato/fidanzata 🙂

Parole sante! Per concludere su una nota divertente: la cosa che piaceva di più in assoluto a noi studenti durante le tue lezioni di inglese era la tua capacità di passare con la massima nonchalance – anche in una stessa frase – dal Queen’s English al siciliano senza soluzione di continuità (seamlessly diremmo in inglese).. Puoi lasciarci con una delle tue mitiche frasi? L’accento sanvitese (anzi santuvitaru) ovviamente non può essere reso per iscritto ma ognuno se lo può immaginare!

Sì, infatti, switching from one language to another è sempre stata la mia passione… considerando poi che il siciliano è una lingua a tutti gli effetti ed è un peccato che si stia perdendo… cerco di rivitalizzarlo!

Comunque, così d’emblée mi cogli alla sprovvista… in fact, I wouldn’t know what to say abruptly… but one thing is coming to my mind… vi vogghiu diri quantu sugnu cuntentu ri essiri libbiru e o stissu tempu scunsulatu… cu’ è picciottu è riccu!

Eh sì caro Matteo, “The young are rich”… sembra il titolo di una soap opera americana ma è la pura verità! Ma direi che vale anche per chi è giovane dentro come te. Grazie di tutto a nome delle migliaia di studenti che hai avuto e un grande in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti. E non dimenticare che quando vorrai, alla Scuola Virgilio ci sarà posto per te.

Grazie Stefano, good luck to you and everyone at Scuola Virgilio for the new school year!

Foto gentilmente concesse dal prof. Matteo Peraino

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